IL CORDONE OMBELICALE, la fonte di vita
Detto anche funicolo, il cordone ombelicale è quel piccolo stelo che collega la placenta al feto. Attraverso questo tubicino liscio, flessibile ma molto resistente, si trasmettono al feto tutte le sostanze nutritive a lui necessarie per svilupparsi e crescere dentro la pancia materna. In un certo senso possiamo considerare il feto in fase di sviluppo come un sommozzatore, un subacqueo. Le immagini degli antichi palombari legati da un tubo in grado di pompare l'aria nello scafandro potrebbero meglio rendere l'idea della funzione del cordone ombelicale per il nascituro. In entrambi i casi si tratta infatti di una fonte di vita, di sopravvivenza. Per fortuna, grazie alla sua struttura anatomica, il cordone ombelicale raramente comporta problemi. Proprio grazie alla formazione gelatinosa, chiamata gelatina di Wharton, ricca di cellule staminali mesenchimali, il cordone ombelicale è difficilmente comprimibile su se stesso, permettendo un costante apporto di nutrienti e ossigeno al bimbo.
Trascorsi i nove mesi di gravidanza, il suo lavoro non si conclude. Il contenuto del cordone ombelicale è considerato sempre più una fonte di vita e di cure. Il sangue cordonale, se conservato per uso autologo o familiare, in una banca dedicata alla conservazione del sangue del cordone ombelicale, nel futuro potrebbe rivelarsi una risorsa preziosa per la salute del bambino o dei suoi familiari.
Eucord conserva le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale e propone la conservazione di una piccola porzione di tessuto cordonale.
Le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale vengono utilizzate ormai da anni per trapianti in patologie gravi e rare.




